L’assessore sul tetto che scotta

Il comunista Allocca trascorre un notte al gelo contro i tagli di Tremonti. Lite tra Regione e Comune, poi arrivano i vigili. L’assessore sul tetto che scotta. L’assessore comunista sale sul tetto dell’albergo popolare di Firenze, per protestare contro i tagli della manovra di Tremonti con tanto di bandiere falce e martello e compagni di partito, e il sindaco, il nuovo che avanza nella sinistra, lo fa gentilmente sloggiare dalla polizia municipale. Protagonista Salvatore Allocca (Federazione della Sinistra), il titolare della delega allo Sport nella giunta toscana di centrosinistra ed ex senatore di Rifondazione: salito martedì sul tetto dell’ostello del Comune nel pomeriggio di lunedì per protestare «contro la macelleria sociale del governo e l’annunciata finanziaria di lacrime e sangue», vi si è pure trattenuto a dormire, riparato dalla pioggia sotto una coperta, insieme ad alcuni esponenti del suo partito. Ma ieri mattina, a svegliarlo, non è stato il temporale, bensì i vigili urbani, spediti dal furente sindaco Matteo Renzi a tirarlo giù dal tetto. A difendere Allocca, che tornato a terra si è detto «sbigottito» per l’atteggiamento del Comune, sono stati il presidente della Regione, Enrico Rossi, e l’assessore ai Lavori pubblici dell’Umbria, Stefano Vinti. Magra consolazione, nel quadro di una sinistra fiorentina, città da sempre tra le più rosse d’Italia, in cui si ripropongono schemi e canovacci tanto frequenti tra la nomenclatura della sinistra di livello nazionale. La destra si frega le mani per la ghiotta occasione. «Invece di lasciarsi andare a colpi di teatro e sciacallare così sui problemi della gente – ha detto Gabriele Toccafondi, deputato Pdl – l’assessore farebbe meglio a lavorare e trovare soluzioni». leggo-