Bufera sullo Ior. «Altri conti sospetti»

Il Riesame conferma il sequestro di 23 milioni. Stupore in Vaticano. Bufera sullo Ior. «Altri conti sospetti». L’impianto accusatorio della Procura di Roma nei confronti dell’istituto di credito vaticano si va rafforzando. Non c’è solo il sequestro dei 23 milioni di euro confermato ieri dal tribunale del riesame: c’è dell’altro tra le carte messe a disposizione della difesa e del collegio del riesame, in vista della discussione del ricorso. «Altri conti sospetti», dicono dalla procura. Si tratta di documenti relativi ad altre operazioni compiute lo scorso anno e segnalate come sospette dall’Unità di informazione finanziaria della Banca d’Italia. Secondo gli investigatori, l’Istituto delle Opere di Religione da tempo violerebbe la normativa antiriciclaggio e questo complica il quadro probatorio a carico del presidente Ettore Gotti Tedeschi e del direttore generale Paolo Cipriani. All’attenzione dei giudici del riesame sono finite diverse operazioni. Una del novembre 2009 che fa riferimento ad assegni da 300mila euro incassati su un conto Ior presso Unicredit e negoziati da Maria Rossi, indicata dalla banca come la mamma di un reverendo, titolare del conto stesso. Quei soldi proverrebbero da fondi di una banca di San Marino e Maria Rossi sarebbe un nome di fantasia. Ma non è tutto. Nell’ottobre 2009, in una filiale di Intesa San Paolo, sarebbe stato effettuato un prelievo di 600mila euro in contanti senza che lo Ior indicasse la destinazione e in un solo anno sarebbero stati movimentati 140 milioni di euro in contanti. Intanto il Papa ha annunciato un Concistoro per il 20 novembre, in cui imporrà la «berretta» rossa a 24 nuovi cardinali. leggo-