Berlusconi: «Pronta la legge in settimana arriva in Cdm»

La riforma della giustizia «è praticamente già completata con un suo articolato » e sarà presentata al Consiglio dei ministri la settimana prossima e i tempi di approvazione saranno strettissimi. A dare l’annuncio è stato il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, aprendo il tavolo con le parti sociali che si è tenuto ieri sulla riforma fiscale al ministero dell’Economia . La riforma – ha aggiunto il premier – «è stata sottoposta a tutte le forze politiche per trovare un accordo definitivo ».

Alfano sul Lodo: «Puntiamo a cambiare la Costituzione». No del Pd, delusione Fli sui blog «Una settimana per la riforma» «La riforma della giustizia è pronta e arriverà in Consiglio dei ministri la prossima settimana». Lo assicura il premier Silvio Berlusconi, che sostiene di «aver lavorato con le forze del Parlamento per un accordo preventivo». Parole che fanno pensare ad una maggioranza su cui torna a splendere il sereno. E il ministro della Giustizia Alfano, per rassicurare qualche esponente di Fli ancora recalcitrante assicura: «La nostra riforma della giustizia non avrà nessuna istanza di ritorsione nei confronti della magistratura» e la Costituzione verrà sì cambiata, ma «con ponderatezza». Il presidente del Consiglio, insomma, accelera sul tema che gli sta più a cuore e torna a chiedere una stretta sulle intercettazioni perché «è terribile quel paese dove non puoi avere la certezza di non essere intercettato». Tra le novità della riforma ci sarebbe la separazione netta fra giudici e pm con i primi che rimangono un ordine autonomo e indipendente, mentre i pubblici ministeri sono soltanto un ufficio organizzato secondo le norme sull’ordinamento giudiziario. Altra modifica riguarderebbe la composizione del Csm. Aumentandone al 50% i membri di nomina parlamentare si tenterà di ridurre il peso delle correnti della magistratura. E’ certo però che l’accondiscendenza di Fli sul tema della legalità non piace ai suoi militanti, che sul web criticano con durezza la scelta di votare per la retroattività dello scudo giudiziario. L’opposizione continua a promettere battaglia. «Ci opporremo con tutte le forze che abbiamo in Parlamento – annuncia Bersani – e poi andremo al referendum». leggo-