Ornella Muti, una neo bionda per il teatro impegnato

Ornella Muti, debutta con un testo sulle leggi razziali: «Quante meschinità». Un avvenimento più unico che raro vedere Francesca Romana Rivelli, meglio conosciuta come Ornella Muti a teatro. la stra del cinema di casa nostra (ha trascorso l’adolescenza tra San Giovanni, l’Eur e la Farnesina) ha debuttato a Civitavecchia ne L’ebreo di Gianni Clementi per la regia di Enrico Maria Lamanna, insieme a Pino Quartullo ed Emilio Pucci. I romani la potranno ammirarla dal 23 febbraio al teatro Valle. Questa bella signora di 55 anni, neo bionda platino per esigenze di scena, ha scelto per il debutto un testo non facile: «Con l’entrata in vigore delle leggi razziali, nel ’38, molti ebrei cercarono di salvare il patrimonio intestando i propri beni a prestanome ariani – spiega la Muti – Il testo narra di un ex deportato che, nel ’43, torna e reclama le sue proprietà. E i prestanome cercano di ucciderlo. Io sono una specie di Lady Macbeth in salsa romanesca. Nel testo c’è molta meschinità, che è tipicamente italiana. Il voler pretendere di essere perfetti e cercare sempre qualcuno su cui far ricadere ogni colpa».