«Non doveva andare in prigione»

La Camera Penale di Roma contraria al provvedimento per Burtone. Interrogazione Pd. «Non doveva andare in prigione». È bufera sull’arresto di Alessio Burtone, dopo il primo giorno di carcere con l’accusa di omicidio preterintenzionale i penalisti condannano la misura cautelare mentre i cori contro i carabinieri arrivano in Parlamento. «Il doloroso evento della morte di una donna colpisce e rattrista ma – denuncia la camera penale di Roma – si fatica a comprendere cosa tutto ciò abbia a che fare con il tema delle esigenze cautelari, già valutate dal gip con la misura degli arresti domiciliari ed ora aggravate con il carcere. La riprovazione sociale si esprima con la pena, all’esito di un processo giusto ed equo – conclude la nota dei penalisti romani, anche in merito al pugno duro invocato nei giorni scorsi da Alemanno – tutto il resto lo si lasci ai talk show e a qualche sindaco che cerca facili consensi». Il direttivo della Camera Penale di Roma ha così giudicato spropositato l’arresto di Alessio Burtone ed allora oggi, giorno del primo interrogatorio in carcere per il giovane, l’avvocato Fabrizio Gallo presenterà istanza di scarcerazione al Tribunale del Riesame. Ma intanto non si placano le polemiche sugli applausi ed i cori da stadio al momento dell’arresto tra gli abitanti del Quadraro. Guido Melis, Andrea Sarubbi e Jean Leonard Touadi, del Partito Democratico, hanno presentato un’interrogazione parlamentare sulle reazioni alla morte di Maricica: «Un atteggiamento di una gravità inaudita dal mancato soccorso fino ai cori da stadio, che non si limitano ad amici e parenti dell’aggressore. Chiediamo ai ministri dell’interno e dell’istruzione un programma di politica culturale per i giovani, di educazione alla convivenza e alla cittadinanza». leggo-