Lodo, retroattivo Vota sì anche FLI

Via libera della commissione Affari costituzionali alla retroattività del lodo Alfano. L’emendamento del relatore Carlo Vizzini è stato approvato ieri con 15 voti a favore e 7 contrari. La norma prevede che «al di fuori dei casi previsti dagli articoli 90 e 96 della Costituzione, i processi nei confronti del presidente della Repubblica o del presidente del Consiglio, anche relativi a fatti antecedenti l’assunzione della carica, possono essere sospesi con deliberazione parlamentare». A votare a favore sono stati 13 senatori del Pdl e Lega più il senatore finiano Maurizio Saia e il senatore dell’Mpa. E mentre una nota del Quirinale fa sapere che «la Presidenza della Repubblica resta sempre rigorosamente estranea alla discussione», l’opposizione è insorta gridando al golpe. Il segretario del Pd, Pierluigi Bersani, ha parlato di provvedimento «vergognoso». «Viaggiamo ai limiti dell’assurdo – ha affermato – È indecoroso pensare di procedere ad una assoluzione per via parlamentare. Faremo barriera con tutte le forze». Bersani ha anche accusato di «incoerenza » i finiani: «Loro hanno sempre detto che avrebbero votato il Lodo, ma io trovo che anche una norma costituzionale fatta nel pieno di una vicenda che riguarda una persona resta una legge ad personam». Dura anche la reazione del Pdci che parla esplicitamente di «golpe» e dell’Italia dei Valori: «Così si prepara la strada dell’immunità per Berlusconi se andrà al Quirinale » ha detto il senatore Idv, Francesco “Pancho” Pardi. Secondo il leader Idv, Antonio Di Pietro, «è stato smascherato anche il finto ritorno alla legalità di Fli che al primo passaggio vero ha appoggiato una norma che garantisce l’impunità al premier ». I lavori della commissione sul Lodo proseguiranno nel oggi e domani, e arriverà in aula aiprimidi novembre.Intantola Camera ha negato l’autorizzazione a procedere per l’ex ministro delle Infrastrutture Lunardi, indagato insieme all’arcivescovo di Napoli Crescenzio Sepe nell’inchiesta sulla Propaganda Fide: avrebbe acquistato, dalla congregazione della Santa Sede, un palazzo a Roma a un prezzo di favore.