Alessio Burtone arrestato tra applausi e incitamenti

Un sorriso, quasi un ghigno, prima di salire sull’auto dei carabinieri e poi la corsa a Regina Coeli. E’ stato arrestato tra applausi e incitamenti Alessio Burtone, il ragazzo che lo scorso 8 ottobre nella stazione Anagnina di Roma ha sferrato un pugno in pieno volto a Maricica Hahaianu, morta dopo una settimana di agonia. Ieri pomeriggio, al momento dell’arresto, tra la folla presente c’era anche chi urlava frasi deliranti come «ammazzane un’altra» o «a Roma ci vorrebbe il duce». Attimi di tensione, dunque, mentre i suoi amici presenti in strada qualche metro più in là urlavano cori da stadio come «Alessio libero» o «Alessio uno di noi», con tanto di applausi. E allora il giovane, compiaciuto dai suoi sostenitori, nascosto sotto il cappuccio blu di una felpa sorrideva guardando a terra. Non sono mancati neanche gli insulti ai carabinieri ed ai tanti giornalisti presenti al momento dell’arresto: «I veri assassini siete voi – gridavano gli amici di Alessio – giornalisti terroristi». Un ragazzo che torna in carcere con l’accusa di omicidio preterintenzionale ed una folla che gli fa quadrato intorno: «Otto auto dei carabinieri per prenderlo, neanche fosse un mafioso», ed ancora «in carcere i romeni ce l’ammazzano». E c’è anche chi riferendosi ad Alemanno, che nei giorni scorsi ha chiesto il pugno duro, ha dichiarato: «Roma non ha più un Sindaco». Ieri intanto l’autopsia sul corpo della donna ha riscontrato «un profondo trauma cranico determinato dal violento urto alla nuca e un’escoriazione di circa un centimetro sotto al labbro sinistro». Il Comune di Roma ha predisposto per domani la camera ardente, mentre d’ora in poi la piazza della stazione Anagnina, dove domenica si ritroverà la comunità romena, porterà il nome di Maricica.