Pentita sciolta nell’acido punita dall’ex compagno

La donna punita dall’ex compagno per aver collaborato con i giudici. Pentita sciolta nell’acido, sei in cella. Voleva dare una lezione alla sua ex per aver collaborato con la giustizia. E nel contempo voleva riaccreditarsi con quelli della ’Ndrangheta crotonese, dopo che a Milano aveva perso affari e traffici importanti, raccontando quello che lei aveva detto ai giudici, mai emerso. Per queste ragioni Carlo Cosco con i suoi due fratelli, Giuseppe e Vito, e con altri tre, ha sequestrato la sua ex compagna e madre della sua unica figlia, Lea Garofalo, 35 anni, l’ha torturata, uccisa e quindi sciolta nell’acido in un terreno nel Monzese. Come i mafiosi veri, quelli che contano. Solo che Carlo Cosco e i suoi compari non sono veri mafiosi. Un tempo, forse, erano criminali seri, proprio grazie a Lea, sorella di Fifì, boss della ’Ndrangheta di Petilia Policastro, avevano ottenuto qualche entratura. Poi, dopo che lei l’aveva lasciato, dopo gli arresti, l’arrivo della criminalità albanese, dopo la collaborazione di Lea, i Cosco non erano più nessuno. L’unico modo per tornare in auge era, per i tre fratelli, dare una lezioni alla donna, come avrebbero fatto i mafiosi veri. In meno di un anno sono finiti tutti in cella. Resta la storia di Lea Garofalo, che dopo aver rinunciato alla protezione, era venuta a Milano per permettere alla figlia di rivedere il padre. Un gesto d’amore imprudente che le è costato la vita. leggo-