Tassista in coma, potrebbe non farcela

Nella notte tra venerdì e sabato le condizioni del tassista Luca Massari, 45 anni, in coma da domenica scorsa dopo essere stato aggredito in strada da tre persone, tutte in carcere, sono peggiorate: l’uomo ha avuto una sepsi, un’infezione generalizzata che ha coinvolto diversi organi, ed è aumentata la pressione intracranica. Lo hanno comunicato i responsabili dell’ospedale Fatebenefratelli dove l’uomo è ricoverato e dove, nel fine settimana, ha subìto un intervento di neurochirurgia per ridurre la pressione sul cervello. «Al momento – si leggeva ieri nel bollettino medico -, le condizioni rimangono gravi ed è impossibile fare previsioni sulla sua sopravvivenza e su eventuali danni neurologici». «Nelle ultime ore la situazione generale non è ulteriormente peggiorata – spiegavano i medici – ma nessuna previsione è possibile». Accanto a Luca Massari restano i genitori e il fratello, la fidanzata, gli amici. E il fratello, ieri, si è fatto portavoce di tutti. Lucido, ha detto la cosa più difficile da dire per chi ama: «Sganciati Luca, vai per un altro destino, perché visto come sei, non ti aspetta un bel vivere». «Visto com’è conciato – ha continuato -. Io preferirei… Se rimane solo un pochino di lui, solo un pochino cosciente, non so… ». Con il cuore grondante di dolore, Marco Massari ha parlato davanti alla madre, per abituarla – se si può – al peggio: «L’intervento non ci ha sorpreso più di tanto. Luca era ritornato in fin di vita, lo stavano perdendo. I medici ci dicono: noi stiamo cercando di salvargli la vita, finché c’è speranza. Stanno facendo il massimo e io devo ringraziare l’opera di tutti quelli che gli stanno vicino. Se succedesse qualcosa, io non posso dire nulla, perchè i medici stanno facendo il meglio che sia possibile. La situazione è nelle mani dei medici e, per chi crede, del divino». Marco Massari ha ricordato quando il fratello «è entrato al Fatebenfratelli. Sono passati otto giorni, ma quando entro a trovarlo è come al primo giorno: è sempre attaccato alla macchina, sedato». «La decisione – ha concluso – se restare o partire, spetta a lui». leggo-