Terzigno, Rifiuti fermi tra sassaiole e feriti

Tensione altissima a Terzigno, dove la discarica non funziona da giorni. Terzigno, Rifiuti fermi tra sassaiole e feriti. La tensione è giunta al culmine ieri mattina: quando – dopo tafferugli e sassaiole – tra polizia e manifestanti restano feriti due poliziotti, un carabiniere. La popolazione si oppone con tutte le forze all’apertura di una seconda discarica, quella di cava Vitiello. Bambini, donne incinte scendono in piazza per far ascoltare la propria voce: «Non ne possiamo più di vivere con questa puzza insopportabile. Abbiamo anche noi il diritto ad essere salvaguardati». In serata un grosso masso è stato posto al centro della carreggiata, all’incrocio di via Zabatta, per bloccare ogni accesso alla discarica. Per rimuovere il masso, che si trovava in un terreno circostante, è stata fatta arrivare una ruspa. Poco più tardi due camionette dei carabinieri che stavano per giungere nei pressi della rotonda, sulla strada che porta alla discarica, sono state costrette a fare marcia indietro. Un gruppo di manifestanti, ha cominciato ad inseguire i mezzi. C’è stato anche un lancio di oggetti che non ha raggiunto però le due camionette. I cittadini di Terzigno sono irremovibili: «Restiamo qui ad oltranza fino a quando non avremo la certezza che la discarica non aprirà». Agguerritissime le mamme vulcaniche : «Il Vesuvio è un’area protetta. Vergogna ai politici che hanno ipotizzato di aprire un discarica in un’oasi naturale». Intanto c’è allarme per le falde acquifere dopo il rilievo di materiali pesanti superiori alla legge. Una piccola schiarita in serata. Per i prossimi sei giorni, nella discarica Sari saranno sversate 800 tonnellate di rifiuti al giorno a fronte delle attuali 1.800. E’ l’impegno assunto in Prefettura. leggo-