Caso Scazzi, Sabrina resta in cella Misseri ritratta lo stupro

Sabrina resta in carcere ma nella sua famiglia ormai è guerra aperta. Michele Misseri da una parte, la moglie Cosima Serrano e le due figlie Sabrina e Valentina dall’altra. Una guerra fatta di accuse reciproche e di testimonianze che si smentiscono a vicenda. Si arricchisce di nuovi capitoli quella che sembra a tutti gli effetti una telenovela a tinte horror. Prima l’udienza davanti al gip di Taranto di Sabrina Misseri, cugina, amica e forse assassina di Sara Scazzi. Con il giudice che ha convalidato il fermo nonostante la 25enne avesse negato ogni addebito. Entro 48 ore arriverà invece la decisione se tenere o meno in carcere la sospettata. Decisione presa con rabbia e amarezza da Sabrina che al suo legale avrebbe rivolto la domanda: «Ma gli innocenti escono dal carcere». Intanto ieri è proseguita l’opera degli inquirenti che hanno sentito Cosima, la madre di Sabrina ma anche Alessio Pisello, uno degli amici della “comitiva dei grandi” che frequentavano sia Sabrina che la 15enne Sara. L’interrogatorio della madre è durato circa tre ore e non sono trapelate indiscrezioni anche se già nei giorni scorsi la Serrano aveva difeso a spada tratta la figlia («è innocente »). Ma l’altro colpo di scena è arrivato quando Michele Misseri, per tramite del suo avvocato Daniele Galoppa, ha ritrattato la sua versione. Smentendo in particolare il fatto di aver stuprato il cadavere di Sara. Secondo il legale, Misseri avrebbe parlato dello stupro del corpo morto di Sara per dare un senso alla propria confessione, per dare una spiegazione dell’omicidio. Galoppa ha poi dipinto un Michele Misseri alla mercè delle donne di casa sua. Viveva «accerchiato in un gineceo» e «non gestiva neppure un centesimo», ha detto l’avvocato. Di certo il vilipendio di cadavere non era tra i capi d’accusa contestati a Misseri. L’autopsia del resto non aveva chiarito se c’era stata la violenza anche perché il cadavere era stato tenuto in acqua per oltre 40 giorni.