Lea Garofalo, sciolta acido e torturata prima di morire

Sciolta nell’acido e torturata prima di morire. L’uccisione di Lea Garofalo, la collaboratrice di giustizia uccisa e sciolta nell’acido dalla ‘ndrangheta, era stata progettata da anni. Lo scrive il Gip che ha ordinato l’arresto dell’ex compagno della donna con altre 5 persone. L’uomo avrebbe commissionato l’omicidio "fin dai primi anni 2000", chiedendo poi che il corpo fosse fatto sparire con l’acido così che si pensasse a una fuga. Secondo uno dei pentiti che ha contribuito all’inchiesta, la donna fu torturata, per sapere cosa aveva detto agli inquirenti.

Collaboratrice giustizia uccisa e messa in acido. Lea Garofalo, la collaboratrice di giustizia sparita a Milano nel 2009, è stata uccisa e sciolta nell’acido in un terreno a San Fruttuoso, vicino a Monza. E’ quanto emerge dall’ordinanza di custodia cautelare in carcere firmata dal gip milanese Giuseppe Gennari e notifificata in queste ore dai carabinieri del nucleo investigativo di Milano a sei persone. Le persone raggiunte dall’ordinanza sono l’ex convivente e padre della figlia della Garofalo, Carlo Cosco, e Massimo Sabatino, entrambi già in carcere con l’accusa di tentato sequestro di persona, per aver tentato di rapire la donna nel maggio 2009 a Campobasso. Altre due persone sono state arrestati a Milano, in zona via Montello, e altre due a Petilia Policastro (Crotone); sarebbero tutti presunti appartenenti a un clan della ‘ndrangheta. Nel provvedimento del giudice si sostiene che l’omicidio della donna sia stato una vera e propria "esecuzione". Indetta una conferenza stampa dove verranno diffusi maggiori dettagli. La conferenza stampa si terra’ alle ore 11,00 presso il comando provinciale dei carabinieri a Milano.