Obama sfida la Cina: Il 16 incontrerò il Dalai Lama

Il presidente Barack Obama, incurante del monito già lanciato nei giorni scorsi da Pechino e delle nuove minacce di grosse ritorsioni contro gli Stati Uniti, ha annunciato che incontrerà il Dalai Lama, quando il leader spirituale tibetano sarà negli Usa, il 16 febbraio prossimo. Immediate le reazioni: il ministero degli Esteri cinese, Ma Zhaoxu, ha fatto sapere che Pechino «si oppone fermamente a che il leader degli Stati Uniti abbia contatti con il Dalai Lama, con qualsiasi pretesto e in qualsiasi forma». Minacciando gravi ritorsioni. Gli ha fatto eco Zhu Weiqun, responsabile del partito comunista cinese per le etnie e gli affari religiosi, chiarendo che «i rapporti tra il governo centrale e il Dalai Lama sono una questione interna alla Cina. Ci opponiamo a qualsiasi tentativo di una forza straniera di interferire con le questioni interne cinesi usando come pretesto il leader spirituale tibetano». Obama aveva già rinunciato al l’incontro col Dalai Lama nell’ottobre scorso,ma stavolta intende andare fino in fondo. Quest’ultimo scontro, porò, non fa che acuire i dissapori tra le due potenze, creati in primis da un discorso di Hillary Clinton, che aveva criticato duramente la Cina per la decisione di oscurare il motore di ricerca Google. Il conflitto è stato poi alimentato dalla decisione dell’amministrazione americana di vendere una consistente partita di materiale bellico a Taiwan, provocando l’indignazione della Repubblica popolare.