«Noi, turisti ad Avetrana per vedere l’orrore»

L’omicidio di Sarah. Il paese diventa come Cogne, pullman da tutta la Puglia. La rabbia di un tarantino: «Vogliamo solo essere vicini alla famiglia». «Noi, turisti ad Avetrana per vedere l’orrore». «Avetrana come Cogne» per seguire la mappa dell’orrore. Ieri, il traffico in tilt nel piccolo centro del Tarantino dove è stata uccisa Sarah era dovuto ad un interminabile pellegrinaggio iniziato sin dal mattino. Sono arrivati in tantissimi, padre, madre e figli piccoli, giovani fidanzati e anziani, soprattutto per «vedere la casa dell’orco», la casa di zio Michele Misseri. Anche in pullmann. «Certamente ci muove anche un po’ di curiosità – dice schietto Pasquale Marino da Manduria – ma poi subentra anche lo sgomento di fronte alla tragedia. Allora è impossibile non passare da qui e dedicare a Sarah anche solo un pensiero. Siamo vicini ai suoi genitori». «Sono venuto per portare il mio saluto e quello della famiglia alla piccola, indifesa e innocente Sarah e me ne vanto. E’ un nostro modo di starle vicini» spiega Renato Moretti di Lecce. «Anche la zona del ritrovamento del corpo – ci dice un volontario della Protezione Civile – è meta di un continuo pellegrinaggio». Davanti alla villetta di Sabrina, un’altra fiumana di persone. Si guarda tra le inferriate del cancello per scorgere anche il minimo movimento dietro le imposte chiuse; si scattano foto del portone di quel garage, dietro il quale la povera Sarah è sparita per sempre. Avetrana ieri era invasa da curiosi. E così davanti a casa Misseri nel pomeriggio sono addirittura intervenuti i Carabinieri per transennare l’area con del nastro bianco e rosso e liberare l’accesso all’abitazione dello zio-orco e della cugina-amica di Sarah.