Lega, Bossi: «Un no e si va al voto»

L’ipotesi caldeggiata dal ministro Calderoli di un vertice a tre Fini-Bossi-Berlusconi, capace di riportare la pace all’interno della maggioranza, ha avuto vita breve. Primo fra tutti c’è lo scetticismo dello stesso Berlusconi, convinto di affrontare Futuro e libertà in Parlamento, forte dei numeri almeno al Senato. E il vero banco di prova sarà quello della giustizia. Un tema caldo, che vede Fini già stizzito per aver appreso dai giornali i punti cardine della riforma Alfano. In più il Cavaliere deve affrontare altre questioni urgenti: le lotte intestine sempre più numerose nel Pdl e lo strapotere di Tremonti. Ma lo stesso Bossi ha frenato sull’accordo a tre. Per lui tra Fini e Berlusconi ci sono ormai «problemi personali» e lui non ha un «potere taumaturgico». Il Senatur dice che basterà «un no e si va al voto», ma prevede: «La sinistra ha paura di andare alle elezioni e quindi darà il voto a Berlusconi».