Maricica è morta, staccata la spina alla romena del metrò

Maricica Hahaianu, l’infermiera romena di 32 anni colpita con un pugno alla stazione di Anagnina, è morta. Di speranze ce ne erano poche dopo il bollettino medico diffuso nel pomeriggio dal policlinico Casilino: «Danno celebrare irreparabile ». Secondo i medici della struttura sanitaria romana, la donna era in morte celebrale e il suo coma irreversibile. Con la morte di Maricica per Alessio Burtone, il giovane romano che ha colpito la donna con un potente pugno in pieno volto, si aggrava il quadro indiziario che passa da “lesioni personali gravi” ad “omicidio preterintenzionale”. Nei giorni scorsi Burtone aveva chiesto umilmente scusa per l’aggressione alla donna ed aveva accolto la notizia del peggioramento delle sue condizioni chiudendosi in un mutismo impenetrabile. Il ragazzo, attualmente agli arresti domiciliari, ha già a suo carico una denuncia per lesioni: in passato aveva colpito con un pugno un pedone che si era risentito dopo che lui l’aveva sfiorato in motorino. Gli uomini della compagnia Casilina, impegnati nelle indagini, hanno girato al pm Antonio Calaresto il precedente che, dopo quanto accaduto, potrebbe determinare un aggravamento della misura cautelare e quindi l’interruzione degli arresti domiciliari. Maricica Hahaianu lascia un bambino di 3 anni e un marito. «Mia moglie, più volte, ritirandosi a casa dopo il lavoro, mi diceva “siamo riusciti a salvare una vita”. Purtroppo stavolta nessuno è riuscito a salvare lei». A parlare è Adrian, il marito romeno che ora dovrà dire al loro bimbo in Romania che la mamma non c’è più. Intanto, il sindaco Gianni Alemanno, che venerdì scorso ha fatto visita alla donna in coma, ha dichiarato che «Adrian è consapevole che non c’è nessun risentimento di tipo razziale o di intolleranza. C’è solo risentimento verso un pazzo che ha fatto questo gesto». Inoltre Alemanno ha fatto sapere «che il Comune vuole contribuire a tutte le spese, sia che faccia i funerali a Roma, sia per la traslazione della salma. Vogliamo essere vicini a questa persona».