Riforma rinviata e la protesta sfila sotto le finestre di Montecitorio

I soldi per la riforma dell’Università non ci sono. E anche se ci fossero stati, gli studenti non l’avrebbero voluta. I ricercatori precari vogliono essere messi in regola, secondo le stime dovrebbero essere assunti in novemila, ma per l’appuntoi soldi non ci sono. Così ieri mattina, da tutta Italia, studenti e universitari hanno protestato sotto le finestre di Montecitorio a Roma con caschetti gialli in testa (“perché l’istruzione sta crollando”) e slogan. «In questo paese si continua a non puntare sulla formazione e sulla ricerca – denunciano alcuni ricercatori – i fondi destinati a questo settore ogni anno vengono tagliati mentre negli altri paesi europei crescono anche se di poco ma crescono. A fuggire dall’Italia non sono più i “cervelli” ma i giovani di buon senso». La protesta intanto si allarga a macchia d’olio: occupata la facoltà di Fisica della Statale a Milano, occupato il rettorato a Pisa e le aule a Palermo, una manifestazione a Bologna, un’altra a Torino, un’assemblea a Trento. Il ministro Tremonti ieri ha detto che farà il possibile per reperire le risorse. «Nel decreto di fine anno ci sarà certamente lo stanziamento» ha promesso. Madove trovare effettivamente i soldi? Se molti politici sostengono la proposta di Bossi (via i soldi per armare gli aerei in Afghanistan, e più incentivi alle scuole), ieri Bersani (Pd) ha detto che «forti finanziamenti» possono arrivare proprio dalla vendita delle frequenze televisive ora libere, «così come fece il governo dell’Ulivo nel 2001 con le licenze Umts».Paesi che l’hanno già fatto, rileva Bersani «hanno incassato un bel po’ di miliardi mettendoa gara le frequenze ».Molto critico illeader dell’Idv, Di Pietro: «I ministri Gelmini e Tremonti- denuncia – hanno tolto 8 miliardi di euro alla scuola pubblica, 1,2 miliardi all’università e hanno mandato 140 mila insegnanti per strada. Altro che riforma». dnews-