Hollywood fa a pezzi il web con sei film

Dannosa, immorale, persino mortale. Roba da sociopatici, sfigati, depressi e repressi. Questa sarebbe l’immagine della rete secondo Hollywood, impegnata in questi mesi a lanciare un attacco senza precedenti al mondo del web. The Social Network, il film sui fondatori di Facebook diretto da David Fincher, è infatti solo il primo di una serie di pellicole fortemente critiche nei confronti della rete: sotto accusa finisce qui il social network, geniale invenzione capace di trasformare il timido creatore Mark Zuckerberg in un miliardario senza scrupoli, solo e pieno di nemici. Sulla stessa linea anche il film in sviluppo Googled: the end of the world as we know it, prodotto da Michael London e John Morris, che demolirà la reputazione degli apparentemente intoccabili Sergey Brin e Larry Page, fondatori del motore di ricerca Google. Nata nel segno del motto “Don’t be evil”, ovvero “Non fare del male”, Google sarebbe diventata nel corso del tempo una macchina capace di far guadagnare a Brin e Page 20 miliardi all’anno, soprattuto grazie alla disinvolta e ripetuta violazione delle leggi sul copyright. Uscita ad agosto negli Stati Uniti, anche la commedia Middle Men, diretta da George Gallo e interpretata da Luke Wilson, è tratta da una storia vera: quella di Jack Harris, uomo d’affari con una vita perfetta, una bella famiglia e una carriera di successo, che dopo aver scoperto il business del porno via internet ne diventa il primo tycoon mondiale. Al prezzo di perdere la moglie, ovviamente, e finire nei guai con l’FBI. leggo-