«Impronte sul cellulare» Sarah, lo zio non era solo

I carabinieri esaminano anche i resti dei vestiti bruciati. Tumulata la salma di Sarah ad Avetrana, peluche sulla tomba. «Impronte sul cellulare» Sarah, lo zio non era solo. Che la verità non fosse quella raccontata, a più riprese, dal reo confesso, Michele Misseri era chiaro. Ieri ci hanno pensato gli uomini del Ris a rimettere in discussione la versione della confessione dell’omicidio di Sarah Scazzi, la quindicenne sparita il 26 agosto e ritrovata cadavere in un pozzo il sei ottobre scorso. Probabilmente zio Michele aveva uno o più complici. A rivelarlo le impronte rinvenute sul telefonino di Sarah, oggetto cult di questa storia maledetta. Proprio sul telefonino che l’orco aveva detto di aver ritrovato (il 28 settembre) ma che, al contrario, aveva sempre tenuto con sé ci sarebbero impronte appartenute a più persone e che, una volta esaminate, potrebbero contribuire a far luce sul mistero che ancora avvolge la dinamica dell’omicidio. È probabile che alla fine degli accertamenti scientifici vengano sentite come persone informate sui fatti le cugine di Sarah, Valentina e Sabrina Misseri, e la loro madre, moglie dell’omicida, Cosima Spagnolo. Soprattutto Sabrina dovrà spiegare alcune lievi divergenze con il racconto fatto dall’altra amica, Mariangela, e con le varie e contraddittorie deposizioni del padre. Ma ieri è stato soprattutto il giorno del dolore. Il corpo di Sarah è stato tumulato alle 14.30, nello stesso orario della presunta morte. Lacrime, pioggia, nessun raggio di sole ad accarezzare per l’ultima volta quella tomba bianca nel cimitero di Avetrana. Impietrita mamma Concetta accompagnata dal marito Giacomo e dall’altro figlio Claudio. Sulla bara fiori e peluche. Uno ricorda tanto Buffy, il meticcio “adottato” dalla ragazzina, il cui sogno era proprio quello di costruire una casa per animali abbandonati. Andolfo/leggo-