«Rischio incidenti al corteo Fiom»

Il rischio di «infiltrazioni» di gruppi violenti, «anche stranieri», nel corteo della Fiom di domani, è elevato, perché è un’occasione «troppo ghiotta». Il ministro dell’Interno, Roberto Maroni, lancia l’allarme in vista della manifestazione dei metalmeccanici a Roma, sostenuto anche dalle analisi dei servizi segreti. E annuncia per oggi un incontro con i vertici del sindacato, dicendosi però sicuro che la Fiom «saprà controllare». Il Viminale comunque assicura la «massima attenzione» sul fronte dell’ordine pubblico. Ma la Fiom non ci sta e reagisce duramente: «Sbagliato e pericoloso alimentare un clima mediatico che cerca di modificarne il senso e le ragioni della manifestazione», afferma il leader delle tute blu della Cgil (Fiom), Maurizio Landini, ricordando che «garantire la sicurezza e l’ordine pubblico nel paese è un compito e una responsabilità istituzionale del ministero dell’Interno». Insorge quella parte dell’opposizione che domani sfilerà con i metalmeccanici: «Invece di creare allarmismi, il ministro garantisca la piena sicurezza della manifestazione», dice il presidente dell’Idv Antonio Di Pietro, e di «terrorismo psicologico» parla il segretario di Rifondazione comunista, Paolo Ferrero. Ed è critico anche Walter Veltroni (Pd), che invita a «evitare un clima mediatico che possa accrescere la tensione». Ma anche scuola e università sono sul piede di guerra. Ieri, clamorosa protesta negli atenei contro il disegno di legge di riforma del sistema universitario. Curricula di ricercatori dati alle fiamme, rettorati occupati, lezioni in ospedale «aperte» a tutti e flash mob annunciati nelle piazze. Da Nord a Sud, studenti, ricercatori e docenti hanno manifestato in «filo diretto» con i loro colleghi che a Roma hanno presidiato Montecitorio e occupato la sede della Conferenza dei rettori. E oggi scuole paralizzate per lo sciopero indetto dai Cobas contro la riforma Gelmini. Professori e studenti protestano «contro i tagli di orario, materie e posti di lavoro, e per esigere dal governo l’assunzione stabile dei precari e investimenti almeno ai livelli medi europei». leggo-