Santoro sospeso, bagarre Rai

Un provvedimento di «gravità inaudita» al quale reagirà «con tutte le forze e in ogni sede». Michele Santoro scrive al presidente della Rai Paolo Garimberti e al Consiglio d’amministrazione dopo che il direttore generale Mauro Masi l’ha sospeso per 10 giorni – durante i quali non sarà retribuito – a partire dal 18 ottobre per aver detto al dg nella puntata del 23 settembre «ma vaffa…nbicchiere!». Saltano così le puntate di Annozero previste per il 21 e 28 ottobre (in assenza di dietrofront, la trasmissione torna il 4 novembre). «Ritengo – si legge nella lettera di Santoro – che il Consiglio, anche senza entrare nel merito di questa punizione esemplare, debba pronunciarsi sulla decisione assunta dal Direttore Generale di metterla in atto cancellando due puntate di Annozero. Una punizione nei miei confronti si trasforma così in una punizione per il pubblico, per la redazione, per gli inserzionisti, per la Rai. E, in questo modo, si spezzano le gambe ad un programma di grandissimo successo. Considero tutto questo un vero e proprio attentato alla televisione di fronte al quale ognuno deve assumersi le proprie responsabilità». La replica di Masi è immediata. «Il provvedimento disciplinare non può essere in alcun modo considerato riconducibile ad iniziative editoriali tendenti a limitare la libertà di espressione o il diritto di critica – spiega il dg -. Santoro si è reso responsabile di due violazioni disciplinari ben precise: 1) L’uso del mezzo televisivo a fini personali: 2) Un attacco denigratorio, diretto e gratuitamente offensivo al Direttore Generale, per una circolare a garanzia dell’equilibrio all’interno dei programmi di approfondimento informativo, che è stata approvata dal Cda». E comunque, Masi sostiene di «aver applicato puntualmente la normativa vigente». Ma per l’avvocato di Santoro, Domenico D’Amati, il provvedimento al programma rientra in «un uso abnorme del potere disciplinare con finalità repressive del diritto di informazione e di critica». Intanto, la redazione di Santoro continua a lavorare. Stasera si va onda, domani chissà. leggo-