Maroni: «Abbiamo scongiurato un nuovo Heysel»

E’ polemica fra Italia e Serbia dopo la guerriglia che ha messo Genova a ferro e fuoco e impedito lo svolgimento della partita valida per la qualificazione agli Europei 2012. Il governo serbo prima si scusa, ma poi afferma di aver informato le autorità italiane dell’arrivo di ultranazionalisti violenti. «La partita non è stata preparata bene dall’Italia – ha accusato il ministro degli interni e vicepremier Ivica Dacic – un piccolo gruppo di tifosi è riuscito a far sospendere la partita e e non si capisce come abbiano fatto a entrare nello stadio con tutte quelle armi. A Belgrado non sarebbe mai accaduto». Alle accuse risponde il ministro dell’Interno Maroni: «Il lavoro della Polizia italiana ha evitato un Heysel 2. Se fosse stato vigente il sistema italiano, daspo più tessera del tifoso, non sarebbe accaduto. Scriverò a Platini per chiedere all’Uefa di adottarlo». Il ministro ha incontrato il capo della polizia Manganelli e poi il portavoce dell’Osservatorio sulle manifestazioni sportive Massucci ha dato la versione italiana. «Belgrado non ha comunicato alcun allarme» ma «l’evento non è stato sottovalutato». Certo, ammette, «c’è stata criticità nella fase di afflusso». In serata le scuse del presidente Tadic a Berluscconi: «Sono dispiaciuto». In pratica, controlli meno efficaci perché «abbiamo dovuto farli entrare per non far devastare la città». In tutto questo la Serbia verrà colpita da una pesante sanzione (sconfitta a tavolino, 0-3 e 3 turni di squalifica al campo), ma anche l’Italia rischia. Perché, ha ricordato l’Uefa, la responsabilità è anche del paese ospitante. Così si attende una forte ammenda a carico della Figc e forse un turno a porte chiuse. Il bilancio della guerriglia si è fermato a 17 arresti e 16 feriti. Le opposizioni attaccano Maroni, ma il leader della Lega Bossi non si preoccupa di difendere il suo ministro: «Colpa dei tifosi ma non dei serbi, che sono un grande popolo». leggo-