Stroncato da un infarto a 71 anni Angelo Infanti il Fantoni di “Borotalco”

Non c’è stato niente da fare per Angelo Infanti, scomparso ieri all’ospedale di Tivoli. Stroncato da un arresto cardiaco a 71anni, era stato ricoverato dopo un malore nella sua casa di Zagarolo. Nel piccolo centro vicino Roma era nato il 16 febbraio del 1939. Sul suo sito l’ultima news ieri sera riportava la notizia di un malessere usando le parole di uno dei personaggi che lo ha reso famoso nel film “Borotalco” di Carlo Verone (1981): “Come dice il mitico Manuel Fantoni ‘so tutte fregnacce’. Infanti sta lottando contro un malessere improvviso, ma non date retta a quei siti web che lo danno già per morto…”. Con il regista aveva anche girato ‘Bianco, rosso e Verdonè del 1982, e proprio lui lo ha ricordato: «Sono morti Alberto Lardani e Angelo Infanti in due giorni ho perso due cari amici, due persone difficili da incontrare nel mondo del cinema ». «Lo avevo conosciuto a casa di Sergio Leone, era il classico bello di una volta. Uno che poteva fare ruoli classici, ma anche film d’azione – continua Verdone -. Quando scrissi ‘Bianco Rosso e Verdone’ pensai che era perfetto per insidiare la moglie di Furio. Aveva la faccia adatta. Ma il successo per lui arrivò con il personaggio di Manuel Fantoni in cui ho rappresentato un vero e proprio esempio di mitomania. Peccato – conclude il regista per l’Ansa – era una persona spiritosa con cui amavo lavorare». Aveva recitato con grandi cineasti, da Francis Ford Coppola nel ‘Il Padrino I’ (era il killer Fabrizio) a Luchino Visconti ne ‘Il Gattopardo’, a Claude Chabrol in ‘All’ombra del delitto’. Tra gli ultimi film che aveva interpretato figurano ‘Il seme della discordia’ di Pappi Corsicato, ’Ex ’ di Fausto Britti e ‘Letters to Juliet’ di Gary Winick. dnews-