Sì all’invasione degli autovelox

Non è più necessario il decreto del Prefetto, basteranno i vigili: potranno decidere liberamente su quali tratti di strada collocare gli autovelox e le multe saranno valide. Lo ha deciso la Corte di Cassazione. La sentenza che decreta la libertà di autovelox è la numero 21091. I giudici di piazza Cavour hanno stabilito che sono valide le multe rilevate da apparecchi collocati su tratti di strada individuati, a piacere, dalla polizia municipale anziché dal Prefetto. Che ha anche l’onere di renderli pubblici in appositi decreti. L’unica condizione di validità delle contravvenzioni è che siano effettuate da dispositivi gestiti dalla polizia locale e non appaltati a privati. Il Palazzaccio ha annullato la decisione con la quale il Giudice di pace e il Tribunale di Locri avevano annullato la multa per eccesso di velocità inflitta a Umberto G. e rilevata da un autovelox Velomatic 512 posto nel comune calabrese di Stignano «su un tratto di strada non menzionato in decreto prefettizio». Una decisione che supera la Circolare del Ministero dell’Interno, del 26.01.2005 n° 4, che precisa che gli accertamenti in automatico, sono correttemente effettuati solo se gli apparecchi sono omologati e su strade individuate dal Prefetto. Una mano per i comuni e le loro casse orfane dell’Ici sulla prima casa. Una cattiva notizia per l’esercito di automobilisti che contro multe di questo tipo aveva inoltrato un fiume di ricorsi. «Nella giungla di Roma sarebbe il minimo per limitare gli incidenti – commenta Carlo Rienzi, presidente del Codacons – di notte, su strade come la Cristoforo Colombo, viale delle Milizie e tratti del Lungotevere ci sono pazzi che sfrecciano a 160 km/h. In molte zone si rischia la vita solo attraversando sulle strisce». Ben venga l’autovelox libero, dunque: «Ma solo se servirà a limitare gli incidenti. Spero non sia un modo per rimpinguare le casse dei comuni». leggo-