«La Costituzione non è un dogma»

Berlusconi, messaggio al Senato. Montezemolo attacca Tremonti. A sinistra patto Bersani-Vendola. «La Costituzione non è un dogma». Il presidente del Consiglio Berlusconi dovrebbe osservare qualche giorno di riposo dopo l’intervento alla mano. Ma intorno a lui si muovono rapidamente le pedine dello scacchiere politico. Inviando un messaggio al Senato per ricordare Cossiga, il premier si fregia di «aver difeso la libertà da forze illiberali», ma intorno a lui si tessono le fila di nuove alleanze e si susseguono nomi di nuovi leader. Mentre Vendola e Bersani suggellano a pranzo un’intesa per lo svolgimento delle primarie nella coalizione di centrosinistra, fra gli alleati del premier tornano a farsi sentire i finiani. «Sulla giustizia il governo può cadere veramente», ha avvertito Fini e il fedelissimo Bocchino è arrivato ad ipotizzare un centrodestra senza Berlusconi, con Fini, Casini e Lombardo e un leader come Montezemolo. Una guerra di successione che sembra a tutti gli effetti già partita se anche la Fondazione del presidente della Ferrari attacca Tremonti, altro nome circolato per la leadership, affermando che «per tenere in ordine i conti pubblici non si occupa della crescita del paese». Berlusconi ignora i segnali. Lui accarezza il sogno di cambiare la Costituzione perché, proprio come Cossiga, si sente «un autentico liberale» e la Costituzione «non è un dogma, ma una carta di regole democratiche che possono essere cambiate». leggo-