Tassista in coma, picchiato dal branco

Alta tensione nel quartiere. Bruciata l’auto a un testimone, botte a un fotoreporter. Tassista in coma, picchiato dal branco. Non è stata un’aggressione uno a uno, quella che ha mandato in coma domenica il tassista Luca Massari di 45 anni, reo di aver investito un cucciolo di cocker, ma un pestaggio di un branco di giovani balordi, gli stessi che da tempo tengono in scacco il quartiere. Una sorta di gang che ha punito chi domenica aveva parlato con la polizia, raccontando quello che aveva visto, bruciandogli nella notte l’auto o facendo minacce via citofono. Già perché i testimoni hanno dichiarato che a picchiare Luca Massari non è stato solo l’arrestato, Micheal Morris Ciavarella, 32 anni, nessun lavoro, una bimba piccola e una convivente sulle spalle, ma anche altri, alcuni vecchie conoscenze della polizia. Ieri sera in Questura c’era un gruppetto di giovani, tutti presumibilmente coinvolti nel pestaggio. Tra loro un ventottenne, vicino alla fidanzata di Ciavarella, sospettato di aver pure picchiato ieri pomeriggio un fotografo dell’agenzia Fotogramma, Maurizio Maule, che stava riprendendo in via Ghini proprio l’auto bruciata di un testimone. La polizia nega che si tratti una vera gang di zona, come quella del Corvetto. «No, solo balordoni», tagliano corto gli investigatori. Altri due ventenni sono stati denunciati per resistenza: hanno reagito ai poliziotti che stavano identificando i testimoni del pestaggio di Maule. Conforterà i milanesi onesti sapere che chi, nel quartiere, ha subìto intimidazioni per la sua collaborazione con la polizia, giura che non si darà per vinto e testimonierà ancora, anche in Tribunale sull’orrore che ha visto. «Un’esplosione di violenza cieca da parte di persone abituate all’aggressività, alla sopraffazione», dichiarano i residenti onesti, che sono tanti e stufi di questo clima, salito all’interesse delle cronache ora, dopo il pestaggio del tassista, ma da tempo sofferto da chi vive in zona. Dal carcere, interrogato in mattinata dagli inquirenti, Morris Michael Ciavarella aveva dato una sua versione dei fatti: «Mi ha fatto venire i nervi e allora l’ho picchiato». Le sue parole non hanno convinto gli investigatori che già cercavano i suoi complici, fuggiti dopo aver capito che rischiavano anche loro l’accusa di tentato omicidio. Intanto, Luca Massari si batte tra la vita e la morte nel reparto di Rianimazione del Fatebefratelli: è in pericolo di vita e i medici stanno pensando a un intervento al cervello per ridurre l’edema. Oggi i tassisti incontreranno il vice-sindaco in Comune e si discuterà di come aumentare la sicurezza della categoria. Precorrendo i tempi, ieri, il sindaco Letizia Moratti ha proposto di collegare tutti i taxisti via radio con la centrale operativa della polizia locale. Il numero due di Palazzo Marino, Riccardo De Corato, invece, vuole «un presidio fisso di polizia nel quartiere. Questo pesante clima mafioso di intimidazione è inaccettabile». leggo-