Tassista in coma dopo un’aggressione. Il dolore del fratello: «L’ho visto, è conciato malissimo»

«L’ho visto, è conciato malissimo, il volto è pieno di lividi. Stava solo lavorando», dice il fratello, commosso, uscendo un attimo dall’anticamera della rianimazione dell’ospedale Fatebenefratelli. Sono passate poche ore dall’aggressione a Luca M., il tassista 45enne finito in coma ieri pomeriggio dopo un brutale pestaggio. Il suo aggressore, M. C., 32 anni, incensurato, una vecchia segnalazione in Prefettura come assuntore di droga, è già in carcere con l’accusa di tentato omicidio. Ha infierito sul tassista reo di avere ucciso con la sua auto bianca il cocker di un’amica. Luca M., celibe, una vita al volante, si è fermato ed è sceso senza esitazione per chiedere scusa: è scattato l’inferno. Sebbene il cane fosse senza guinzaglio, sebbene si trovasse in mezzo alla strada fuori dal controllo della proprietaria. Al pestaggio hanno assistito decine di testimoni. Quando M. C., davanti ai poliziotti e con a fianco un amico avvocato, cerca di dire di aver solo spintonato l’autista, che poi è caduto sbattendo la testa sul cordolo del marciapiedi, in tanti lo smentiscono e poi ci sono i referti medici. Luca M. ha la milza spappolata e un polmone compromesso. Alle 16 una lite stradale diventa un tentato omicidio: l’uomo entra in coma. «In città c’è un clima esasperato, di violenza gratuita – sbotta Raffaele Grassi, del Satam, uno dei sindacati dei tassisti -, il collega stava lavorando, per di più di domenica, stava svolgendo un servizio pubblico. Speriamo che ce la faccia. Noi siamo al suo fianco e siamo pronti a costituirci parte civile nel processo». I tassisti denunciano in coro che lavorare a Milano è sempre più pericoloso: «Generalmente – conclude Grassi -, le ore peggiori sono dalle 22 alle 6 del mattino. Chi fa il turno di notte lo sa bene. Da oggi sappiamo che anche di giorno si rischia la vita». In serata al Fatebenefratelli sono arrivati anche il sindaco Letizia Moratti e il vicesindaco Riccardo De Corato che hanno espresso la vicinanza del Comune e dell’intera città alla famiglia distrutta dal dolore. I medici fanno sapere che le prossime ore saranno fondamentali per stabilire se Luca M. ce la farà: «La situazione è davvero molto grave». leggo-