Google car, il pilota non c’è

Vista a 360°, velocità di reazione elevatissima e attenzione costante. Così l’intelligenza artificiale cambia la guida. L’intelligenza artificiale alle prese con l’irrazionalità del traffico di Napoli all’ora dell’uscita dagli uffici. Presto o tardi l’automobile sarà in grado di districarsi nel caos viario della metropoli senza l’ausilio del pilota. Lo scenario è futuribile, ma la tecnologia esiste già. Porta la firma di Google. Due persone nell’abitacolo: un ingegnere (in 15 lavorano al progetto) che controlla la strada sul computer di bordo, un’altra (sono 12 in tutto, a 15 dollari l’ora) siede al volante con la consegna di non toccarlo se non in caso di pericolo. A guidare è il cervellone di bordo. Così la Toyota Prius utilizzata da Google per sviluppare il suo progetto di auto intelligente ha percorso 200mila km sulla Highway 101, tra Los Angeles a San Francisco, e nel traffico della città del Golden Gate ha guidato in tutta tranquillità in Lombard Street, una delle più strette e caotiche della California. Neanche un incidente, solo un tamponamento subito da un automobilista che al semaforo rosso ha innestato la retromarcia. La Supercar di Google vede a 360°, non si distrae perché guidata da un pc e reagisce agli imprevisti più velocemente di un essere umano. Quattro i dispositivi che le consentono di vedere dove va: un sensore rotante sul tetto monitora la strada in un raggio di 70 metri; una videocamera sullo specchietto retrovisore “legge” i semafori e individua pedoni e ciclisti; 4 radar sui paraurti determinano posizione e distanza degli oggetti. Il tutto coadiuvato da un sistema di navigazione Gps. Non esiste ancora un piano di commercializzazione: «Nella migliore delle ipotesi – spiega Sebastian Thrun, 43 anni, ingegnere inventore di Google Street View – ci vorranno più di 8 anni». Ma la strada è tracciata: per Mountain View auto così saranno più sicure ed ecofriendly: gli incidenti si ridurranno del 50%, le vetture potranno diventare più leggere e perciò meno inquinanti. leggo-