Armare gli aerei italiani Il Pd apre a La Russa

Afghanistan. Escalation contro gli italiani, allarme sicurezza. Salme dei 4 alpini a Roma. La Russa: «Bombe sugli aerei, decidano le Camere». Il Pd: «Discutiamo». Rientreranno oggi in Italia le salme dei quattro alpini uccisi in Afghanistan in un agguato rivendicato ieri dai talebani. Intanto il ministro La Russa rilancia la proposta di armare con bombe i nostri aerei in missione: «Ma la decisione spetta alle Camere». Il responsabile Esteri del Pd, Piero Fassino apre: «Siamo favorevoli ad una discussione seria in Parlamento». Notizie terribili dall’Afghanistan. Noi italiani piangiamo i quattro alpini uccisi sabato mentre scortavano un convoglio nell’Afghanistan sudoccidentale: una tragica imboscata che porta a 24 il numero dei soldati Nato morti in questa prima settimana di ottobre. Lo stesso giorno, più a oriente, una cooperante inglese che lavorava per un’agenzia americana, Linda Norgrove, 36 anni, è rimasta uccisa durante il tentativo di liberarla dalle mani dei suoi rapitori. E poche ore prima, venerdì, Mohammad Omar, governatore della provincia di Kunduz, e fiero antagonista dei talebani, è saltato in aria mentre si recava alla moschea. A rendere, se possibile, il quadro ancora più sconfortante sono le “buone” notizie che dovrebbero dare un senso a queste perdite di vite umane. Il governo pakistano ha riaperto il passo di Torkham, vitale per i rifornimenti alle truppe Nato, rimasto a lungo chiuso per protesta contro l’uccisione di tre soldati pachistani da parte di elicotteri americani in azione oltre confine. Sono iniziati i lavori dell’Alto Consiglio di Pace, un organismo creato dal presidente afgano, Hamidd Kharzai, atraverso cui signori della guerra ed ex esponenti del regime talebano dovrebbero architettare una gran riconciliazione nazionale. Infine, si sono conclusi i lavori di una commissione del Senato americano che ha certificato come i soldi del contribuente generosamente versati nelle casse delle compagnie private perché difendessero le basi Usa in Afghanistan venivano distribuiti tra gli insorti purché non le attaccassero. Insomma, è un caos completamente fuori controllo. E il tutto avviene mentre dal cielo gli aerei Nato continuano a far piovere bombe di ogni genere, causa prima della mattanza e arma più efficace per indurre giovani afgani e pachistani a unirsi alle fila degli insorti. Questo non significa che non si possa capire perché il ministro della difesa italiano, Ignazio La Russa, abbia posto il problema se dotare anche gli aerei italiani di bombe: deve essere terribile trovarsi a Ciampino (stamani alle 9 il rientro delle salme dei 4 alpini) ad accogliere insieme ai parenti quelle quattro bare. Ma se il Parlamento decidesse in tal senso (il Pd, come sottolinea Fassino, è aperto a un dibattito «serio») sarebbe difficile continuare a sostenere che si è lì solo per un’operazione di pace. Così non è più da un pezzo: siamo lì per permettere al presidente americano di mostrare che è un vero uomo, un duro. Ci è chiesto questo sacrificio, per ragioni di alta politica? Bene, gli italiani sapranno farsi onore. Ma se c’è un posto al mondo in cui dobbiamo liberarci del desiderio di “fare come gli altri” (e cominciare a buttare bombe), questo è l’Afghanistan della guerra di Obama. leggo-