Oltre cento feriti al Gay Pride: destra all’assalto

Belgrado si avvicina all’Europa, ma riscopre il terrore. Nel giorno del Gay Pride, giudicato da Osce e Ue un test di maturità democratica per la nuova Serbia, si riaccende la miccia dell’odio. Per protestare contro la manifestazione, gruppi di estremisti di destra e ultranazionalisti omofobi si sono scontrati con la polizia: 141 i feriti, dei quali 124 agenti e 17 manifestanti. Tre dei feriti, due manifestanti e un agente, sono in condizioni gravi. Gli hooligan hanno dato alle fiamme auto e cassonetti, veicoli della polizia e automezzi dei pompieri. Hanno anche tentato di assalire con sassi e molotov la sede del Partito democratico del presidente Boris Tadic, che ha appoggiato fortemente il Gay Pride. Ma nonostante le resistenze anche della chiesa ortodossa, Belgrado alla fine ha vinto la sua battaglia di libertà: poco più di un migliaio di omosessuali ha potuto manifestare, seppur in un centro spettrale, presidiato da oltre cinquemila poliziotti. A due giorni dall’arrivo nella capitale del segretario di Stato Usa, Hillary Clinton, la Serbia si gioca una nuova carta per l’ingresso nell’Ue. leggo-