Il Festival di Roma salva L’altro Cinema

Le linee guida della nuova edizione del Festival di Roma (che avrà luogo, grazie a ben 13,5 milioni di euro e 160 sponsor, dal 28 ottobre al 5 novembre)? Dolce Vita e “horror quotidiano”, omaggi a chi non c’è più (Tognazzi, Kurosawa, Suso Cecchi d’Amico) e spazio ai giovani( almeno sulla carta:“1964 è la classe media degli autori che presentiamo”, spiega il direttore De Tassis). Poche le star annunciate: a parte le nostre, capitanate dalla madrina Valeria Solarino, verranno Eva Mendes e Keira Knightley, Aaron Eckart e Julianne Moore (a cui andrà l’Acting Award), Fanny Ardant e Martin Scorsese solo in collegamento video. E quando il red carpet si spopola e le anteprime mondiali scarseggiano (sei in tutto), non resta che guardare alle sezioni più fervide di stimoli e novità. Da anni ricerca, sperimentazione e approfondimento rispondono alla voce “L’altro Cinema–Extra”, curata dal critico Mario Sesti. Una sezione fatta risorgere dopo una vivace campagna stampa contro la decisione, 7 mesi fa, del Cda della Fondazione Cinema per Roma di ridurne a metà i titoli. “Per fortuna è tutto rientrato”, racconta Sesti (per la prima volta in 5 annilontanodal “palco dei direttori”), illustrando un programma ghiotto e intento a far luce su “due fantasmi: l’indipendenza del cinema americano e della sessualità femminile”. Da una parte porterà a Roma John Landis e Alexandre Rockwell, pronti a incontrare il pubblico e presentare i nuovi film, dall’altra documentari (“giudicati da una giuria internazionale che assegnerà un proprio Marc’Aurelio”) e film che “esplorano il piacere femminile con libertà inaudita”. E ancora, “The People vs George Lucas”(perché “certi fan di Lucas ce l’hanno a morte con lui”) e “The Promises” con Springsteen protagonista, il diario africano di Celati e la “cronaca spietata dellenostre periferie” del collettivo Amanda Flor. Imperdibili i Duetti (fra gli altri, Margherita Buy/Silvio Orlando e Salvatores a discutere di giustizia con De Cataldo) e i film ambientalisti (Gasland, Rainmakers). Infine, un omaggio a Corso Salani “con una maratona di film e inediti alla Casa del Cinema: Per Corso, Percorso” e i primi corti italiani in 3d firmati Laura Bispuri e Anne Riitta Ciccone. “Sbaglierò, ma non credo nei festival-vetrina o festival-pantheon”, conclude Sesti. E meno male. dnews-