I fanghi tossici raggiungono il Danubio

I fanghi tossici fuoriusciti lunedì da un invaso per la lavorazione dell’alluminio in Ungheria hanno raggiunto un braccio secondario del Danubio, il cosiddetto Danubio-Mosoni. Lo ha reso noto Tibor Dobson, portavoce dell’agenzia di protezione civile, precisando che i fanghi hanno raggiunto prima il fiume Raba, affluente del Danubio, alle 5 e 30 del mattino, e poi, quattro ore più tardi, il Danubio-Mosoni. Questo ramo secondario è separato dal letto principale del grande fiume nei pressi della frontiera con la Slovacchia e l’Austria, per poi riunirsi più a est. Dobson ha inoltre spiegato che il tasso alcalinità del fiume Raba non è elevatissimo. Intanto squadre d’emergenza stanno cercando di ridurre la tossicità dei fanghi tossi, costituiti prevalentemente da residui molto corrosivi provenienti dalla raffinazione della bauxite. Per quanto riguarda la zona di Kolontar, il comune più colpito dal disastro ecologico, Dobson ha precisato che «l’ecosistema del fiume Marcal è stato condannato a morte a causa del valore troppo alto del ph del fango rosso». L’obbiettivo è ora «salvare il Danubio e il Raba» (Raab). Emil Jenak, responsabile della società idrica, è convinto che quando i fanghi arriveranno al Danubio, «se i nostri calcoli sono giusti la contaminazione sarà scesa a livelli accettabili». dnews-