Il Nobel dell’altro mondo

Vargas Llosa trionfa. «È vero? Pensavo ad uno scherzo». «Ero sveglio. Lavoravo dalle cinque del mattino quando ha squillato il telefono. Patricia (la moglie, ndr) ha risposto e mi ha detto: ha chiamato un signore che parlava inglese ma è caduta la linea». È con un inconfondibile piglio da narratore, che Mario Vargas Llosa ha commentato il Nobel alla Letteratura, che gli era stato appena annunciato dall’Accademia Reale svedese. «Pensavo mi avessero completamente dimenticato – ha detto – È stata una sorpresa enorme. Non mi ricordavo che in questi giorni si assegnasse il premio. Ho addirittura pensato che fosse uno scherzo di cattivo gusto». Non uno scherzo, ma un sogno, e non solo per lo scrittore. Si tratta, infatti, del primo Nobel alla Letteratura assegnato a un peruviano. Lo scrittore, però, invece di pensare al paese natale, ha legato il premio alla terra d’adozione, la Spagna. Pur definendolo «un riconoscimento per la letteratura sudamericana», ha puntualizzato: «Devo gran parte di questo premio alla Spagna. È qui che sono diventato uno scrittore. È qui che il mio lavoro è stato pubblicato, riconosciuto e premiato». A ribadire lo stretto legame, le felicitazioni di re Juan Carlos, che ha definito la notizia «fantastica». A motivare la rottura con il Perù, sono anche pesanti questioni politiche. Nel 1990, Vargas Llosa, candidato alla presidenza del suo paese e battuto da Alberto Fujimori, è stato costretto a scappare e ha chiesto la cittadinanza spagnola. Il suo impegno politico torna nella nota in cui l’Accademia ha motivato l’assegnazione: «Per la sua cartografia delle strutture del potere e la sua tagliente immagine della rivolta, della resistenza e della sconfitta dell’individuo». Felici anche quanti, negli ultimi due anni, avevano criticato l’assegnazione ad autori «poco popolari», come Herta Muller e Jean-Marie Gustav Le Clézio. Il premio giunge a sorpresa. Vargas Losa non era tra i favoriti. Il toto-vincitori vedeva ai primi posti il keniota Ngugi wa Thiong’O e lo statunitense Cormac McCarthy. In lizza c’era pure l’italiano Antonio Tabucchi. Fresco di Nobel, Vargas Llosa ora si prepara a godere pure i frutti del suo nuovo successo: Il sogno del Celta, arriverà il 3 novembre nelle librerie. Sogni di Nobel, tra letteratura e libertà. Arnaldi/leggo-