Roma, partorisce col cesareo bimbo morto

San Camillo, Roma: il neonato in arresto cardiaco. La Procura apre un fascicolo. Partorisce col cesareo bimbo morto. Ha partorito un figlio morto in arresto cardiaco dopo un cesareo, nonostante che prima di entrare in sala operatoria il battito del bimbo appariva normale, perché la partoriente era stata sottoposta a regolari monitoraggi. E’ stata aperta un’inchiesta, ieri, dalla procura di Roma per la morte di un neonato avvenuta all’ospedale San Camillo il pomeriggio del 6 ottobre, quando dal grembo della mamma, 31 anni, alla sua prima gravidanza, è stato prelevato un feto che non respirava più. «La paziente è giunta presso il nostro nosocomio per una gravidanza al termine che non presentava segni di patologia acuta in atto. La donna, infatti, era stata inviata dal suo ginecologo per l’espletamento del parto e durante il monitoraggio tococardiografico non sono stati evidenziati elementi di emergenza-urgenza – ha spiegato in una nota il direttore sanitario dell’ospedale, che per primo ha voluto rendere pubblico il caso – a seguito di ulteriore valutazione, è stata posta indicazione ad intervento cesareo che è stato effettuato alle 15.05. Purtroppo all’esito dell’intervento il feto era in arresto cardiaco ed ogni tentativo di rianimazione è stato inutile». La salma del neonato è stata messa sotto sequestro come pure la cartella clinica, per accertare se i medici erano in condizioni di accorgersi dell’imminente tragedia o se invece si è trattata di una fatalità. Nel 2007, la procura di Roma aveva aperto un’indagine, poi archiviata, su un giro di mazzette destinate alle ostetriche proprio del San Camillo, oltre che di altri ospedali, svelato in un’inchiesta del settimanale l’Espresso. Camuso/leggo-