Roma, clima teso e un’attacco che non decolla

Troppi e troppo nervosi. In casa Roma serpeggia un nervosismo lampante, in particolar modo tra gli attaccanti. Prima è stato il turno di Francesco Totti, adirato per l’atteggiamento estremamente difensivista della “sua” Roma in quel di Monaco di Baviera. Poi è stata la volta di Adriano, apparso scuro in volto e per nulla in vena di scherzare, probabilmente stanco di essere impiegato con il contagocce. Infine è stata la volta di Borriello, non felicissimo della sostituzione nella sfida con il Napoli. Se a tutto questo aggiungiamo che anche Vucinic non appare sereno come ai vecchi tempi, è evidente come nella squadra giallorossa serpeggi aria di crisi. E a poco sta giovando l’opera diplomatica di Ranieri che, danzando sulle uova, sta cercando di far convivere tanti galli nello stesso pollaio, mai così affollato. L’impressione è che l’abbondanza non stia portando i frutti sperati. Chi si aspettava il tanto sospirato salto di qualità con l’arrivo di stelle di primaria grandezza come la scommessa Adriano e l’ex rossonero Borriello è rimasto a bocca asciutta. I quattro attaccanti (Totti, Adriano, Vucinic e Borriello, tralasciando i vari Okaka e Baptista) hanno, all’attivo considerando tutte le manifestazioni, quattro reti totali in questo avvio di stagione, con Totti e Adriano ancora al palo. In particolare preoccupa la situazione del Capitano. Lo scorso anno, di questi tempi, Totti era il marcatore principe della squadra. Inarrestabile in Europa League, dove segnava a profusione, in Serie A non si tirava certo indietro (in gol all’esordio con il Genoa, doppietta con la Fiorentina alla quarta giornata, rete con il Palermo la giornata successiva, in totale quattro reti nelle prime sei uscite in campionato). Oggi, invece, Totti è ancora alla ricerca della prima gioia stagionale. Insomma, l’attacco della Roma stecca e ciò appare strano, considerato l’elevato tasso qualitativo dei quattro moschettieri giallorossi. Pochi gol all’attivo che hanno generato un nervosismo esasperato. Un tutti contro tutti che sta portando più danni che vantaggi. Certo, i risultati negativi della squadra stanno incidendo eccome (peggior partenza giallorossa dopo le stagioni 1950/51 e 1978/79, chiuse, rispettivamente, con retrocessione e 12° posto finale) ma le polemiche non aiutano ad uscire dal momento nero. Questo Ranieri lo sa bene ma i giocatori sembrano volerlo ignorare e, purtroppo, metterli tutti e quattro in campo appare francamente utopico… dnews-