Maxi-sbarco a 70 km da Roma

Peschereccio di clandestini a Latina, cambiano le rotte. Maxi-sbarco a 70 km da Roma. Il peschereccio-fantasma è partito dal Nord Africa alcuni giorni fa e si è arenato sulla costa pontina, ma è quasi certo che parte degli occupanti abbia raggiunto la spiaggia in gommone o a nuoto per confondere le tracce. È avvenuto così, ieri, il primo sbarco di immigrati clandestini sulla costa laziale, alle porte di Roma. L’allarme è scattato alle 4.30, vicino al lido di Latina, con la segnalazione alla Guardia Costiera di una nave senza bandiera. Proprio con quel semplice escamotage il barcone è riuscito a eludere i controlli, portando circa settanta immigrati alla meta prestabilita, in località Capoportiere, dove, tra le dune, erano stati nascosti cibo e indumenti. Sbarcati, molti sono fuggiti, solo venticinque sono stati fermati. «I trafficanti di manodopera stanno studiando i punti di debolezza del Paese – dice Franco Pittau, coordinatore Dossier Immigrazione Caritas/Migrantes – Il Centro Italia ha coste molto lunghe, difficili da controllare». La meta laziale sarebbe dovuta alla ricerca di «approdi alternativi», per la Caritas che definisce «fallimentare» la politica dei respingimenti. Per il Viminale, invece, «l’approdo è stato possibile solo in virtù della particolare conformazione del natante». Le indagini continuano. Non si escludono, infatti, aiuti e trasporti da terra. Arnaldi/leggo-