Il boia delle SS al supermarket

L’ex capitano condannato all’ergastolo per l’eccidio: può uscire e andare a messa. Lui: «Non sono libero, la polizia mi segue». Erick Priebke, il 97enne ex capitano delle SS condannato all’ergastolo per l’eccidio delle Fosse Ardeatine, è libero di andare in chiesa a pregare, in farmacia, dal medico, o al supermercato a fare la spesa. Tutto come un normale cittadino, nonostante sia stato condannato agli arresti domiciliari. Il tribunale militare di sorveglianza lo ha infatti autorizzato ad assentarsi dalla casa romana del suo avvocato, dove si trova agli arresti da 15 anni, per il tempo «strettamente necessario» a provvedere alle sue «indispensabili esigenza di vita». Questo alleggerimento della pena, legato anche a una serie di benefici (può ricevere visite e telefonare, sempre dietro l’autorizzazione del giudice) è stato concesso un anno fa, ma la notizia non è stata mai divulgata per motivi legati alla sicurezza dell’ex nazista. Ma, naturalmente, l’apprendere che uno dei responsabili dell’eccidio delle Ardeatine, ha suscitato forte clamore e sdegno. Il suo legale, Paolo Giachini, però non ci sta: «Ci sono criminali che hanno commesso delitti efferati e che vengono messi fuori dopo uno o due anni e nessuno dice niente, ma se a Priebke viene concesso il permesso di andare a comprare due arance scoppia lo scandalo». Ma il cosiddetto boia delle SS, seppur «soddisfatto» della decisione del tribunale, incalza: «Non mi sento libero, la polizia non mi lascia mai solo». La scorta è stata data a Priebke per evitare eventuali violenze ai danni dell’anziano ex capitano: «La gente lo riconosce – spiega l’avvocato – ma nessuno finora lo ha mai offeso o peggio ancora minacciato. Si tratta, lo ripeto, di una persona quasi centenaria». Pasqualetti/leggo-