Rosarno, preso a Roma il boss della cosca Bellocco

In un ristorante alla periferia ovest di Roma, seduto a guardare la partita della Juventus, la sua squadra del cuore. È finita così la latitanza di Domenico Bellocco, il 33enne boss della cosca omonima di Rosarno e noto col soprannome di “Micuulongu”: un uomo di primo piano della ‘ndrangheta, ricercato da ottobre. A catturarlo sono stati gli uomini della squadra mobile di Reggio Calabria e coadiuvati dai colleghi dello Sco. Quando ha visto i poliziotti entrare nel ristorante “La tana dell’orso”, in via Boccea, Bellocco ha cercato di scappare a piedi. Ora deve scontare una condanna definitiva a sei anni e quattro mesi di reclusione per detenzione e commercio di droga. Era ricercato per associazione mafiosa dopo essere sfuggito all’arresto nell’operazione “Rosarno è nostra”. Bellocco si trovava a Roma da più di un mese. Secondo gli investigatori, si era trasferito a Roma per stare a distanza di sicurezza dalle altre cosche con le quali i rapporti sono tesi. In particolare, c’è in atto una forte contrapposizione dei Bellocco conl’altra cosca di Rosarno, quella dei Pesce, con la quale, fino a poco tempo fa, c’era un’alleanza. Stando a Roma, sostengono gli investigatori, Bellocco poteva gestire i traffici illeciti della cosca che spaziano dal traffico degli stupefacenti e delle armi, alle estorsioni e all’usura. Domenico è il fratello di Antonio Bellocco, arrestato durante gli scontri di Rosarno. Quest’ultimo aveva tentato di investire un immigrato con l’automobile.