Lavoro, non è un paese per donne

Solo l’11% diventa dirigente. Il Sud a sorpresa meglio del Nord. Confindustria: «Servono politiche conciliative». Donne manager, queste sconosciute. In Italia sono solo l’11,9% del totrisultato che ci colloca all’ultimo posto in Europa, dietro a paesi come Turchia (22,3%) e Grecia (14,6%). Meglio non guardare proprio a nazioni dove storicamente le donne sono più inserite nel mondo del lavoro. In Francia le manager arrivano al 37,4%, nel Regno Unito al 34,9% e in Germania al 29,3%. Il verdetto impietoso giunge da una ricerca di Manageritalia, che sottolinea anche come, in Italia, solo una donna su due lavori. Pochissime presenze femminili nei Consigli di Amministrazione delle società italiane quotate: 3,2%, rispetto a una media dell’Europa a 27 dell’11,4% e alle vette superiori al 20% di Finlandia e Svezia e all’inarrivabile 42% della Norvegia. Anche le imprenditrici, in Italia, sono molte di meno rispetto alla tendenza continentale: 23,4%, contro una media europea superiore al 33%. A sorpresa, però, le donne imprenditrici sono più al Sud (25,8%) e al Centro (23,9%) che al Nord, con il Nord Est in ultima posizione (20,9%). «Questa poca femminilizzazione dell’economia – lamenta Manageritalia – rischia di condannare il nostro Paese a una continua perdita di opportunità di crescita, considerato che le donne sono il 58% dei laureati». Ma sono dati che non stupiscono più di tanto la presidente dei Giovani imprenditori di Confindustria, Federica Guidi: «Sono anni che parliamo di questo problema, in questo momento, non dare la stessa disponibilità di tempi e orari può essere un limite, a volte anche autoimposto per esigenze familiari e per mancanza di strutture adeguate». La risposta passa per «politiche conciliative: quelle che mancano in questo paese». Fabretti/leggo-