Calciopoli, i periti danno ragione a Moggi: «Metti Collina» è di Facchetti

Emozionante antipasto giudiziario ieri a Napoli per Inter-Juve. In attesa del bigmatch di domani sera a San Siro, è ripartita anche la sfida parallela che si gioca sul campo dell’aula 216 del Tribunale partenopeo. Sul banco dei testimoni sono stati protagonisti Giancarlo Abete, Pierluigi Collina e il grande accusatore di Luciano Moggi: Franco Baldini. Nella sua deposizione, il presidente federale Abete ha negato di aver ricevuto pressioni per ritirare la propria candidatura allo scopo di favorire la rielezione di Franco Carraro a capo della Figc nel 2004. «Ci fu un veto sul mio nome», ha ricordato l’attuale presidente della Federcalcio, eletto nel 2007, «di fronte a questa situazione, che aveva già portato in precedenza al commissariamento, fu un accordo preso per evitare l’ennesima mortificazione della Federazione». Poi è stata la volta del designatore Uefa, Pierluigi Collina. «Non ho mai ricevuto pressioni per influenza gli esiti degli incontri», ha affermato il sei volte miglior arbitro del mondo, «i designatori Bergamo ePairetto hanno fatto sempre il loro dovere». Finale concitato per l’udienza partenopea con la testimonianza di Baldini. L’ex ds della Roma – tra i primi a denunciare il cosiddetto “sistema Moggi” durante un’intervista con Serena Dandini nella trasmissione “Parla con me” – incalzato dall’avvocato Prioreschi, si è contraddetto più volte sull’inizio dell’amicizia con il maggiore Auricchio, a capo delle indagini del processo napoletano. «Ho collaborato con lui ed è l’unica cosa di cui vado fiero», ha comunque rivendicato l’attuale general manager della nazionale inglese. Baldini ha nuovamente attaccato Moggi definendolo un «uomo senza qualità» e ha definito uno «scherzo» la telefonata con cui, nell’aprile del 2005, preannunciava un «ribaltone» all’allora dirigente Aia, Innocenzo Mazzini. Appuntamento rinviato al prossimo 12 ottobre invece con il patron dell’Inter, Massimo Moratti, ieri assente. E tra 10 giorni si conoscerà anche la decisione del giudice su altre 130 telefonate di cui la difesa dello stesso Moggi ha chiesto l’acquisizione. Intanto, il perito del tribunale ha completato la trascrizione delle nuove telefonate già ammesse dai giudici, attribuendo allo scomparso presidente dell’Inter Facchetti, la paternità della frase «metti Collina» pronunciata in una conversazione con l’ex designatore Bergamo. Perugini/libero-