Raccordo e Roma-Fiumicino: si paga

ROMA – Ora è ufficiale: dal prossimo 1° maggio saranno a pagamento i tratti gestiti da Anas, tra cui la Roma-Fiumicino e il Grande raccordo anulare. Il via libera al decreto legge è arrivato dalla Camera ieri. Ma a pagare per il transito sull’anello cittadino che circonda la Capitale, sarà solo chi arriva o deve immettersi su un’autostrada. Ancora top secret l’importo e la modalità di riscossione dei pedaggi: per il primo elemento le indicazioni saranno contenute in un prossimo decreto del presidente del Consiglio, che sarà messo a punto dopo un tavolo tecnico interministeriale cui prenderanno parte Comune, Regione, Provincia e Anas. Per ciò che riguarda la riscossione, la questione è più complicata: per il sistema di rilevamento è possibile l’adozione del Free flow, un congegno che non prevede caselli ma punti di rilevamento che fotografano le targhe. Il pagamento avviene con una carta prepagata o tramite addebito (una soluzione simile, unica in Europa, è presente solo sulle tratte autostradali bavaresi). Per la realizzazione di questa sorta di Telepass – una tecnologia più simile ai varchi elettronici del Centro – è stato emesso un bando da circa 150 milioni euro. I caselli virtuali, come sono stati ribattezzati, compariranno ai 4 ingressi (e alle 4 uscite) autostradali della Capitale e sulla tratta della Roma-Fiumicino: in questo caso i romani pagheranno per andare in aeroporto. Pasqualetti/leggo-