Gelmini bocciata 2 volte

Atenei, paura di un vuoto legislativo, ma studenti e ricercatori esultano. Superiori, con il no del Consiglio di Stato rebus classi. Doppia e sonora bocciatura per Mariastella Gelmini, proprio sui temi di punta del ministero di viale Trastevere: la riforma degli istituti tecnici e dell’università. Il testo sarebbe dovuto approdare alla Camera lunedì, ma l’iter per la discussione della riforma dell’università inizierà solo il 14 ottobre, arrivando alla vigilia della sessione di bilancio con cui si ritroverà a fare i conti. «Sono rammaricata – ha commentato il ministro – ma rispetto le decisioni del Parlamento, spero allora che ci sia più tempo per un emendamento sui ricercatori». Ed ecco allora che l’ambiente accademico, che in questi giorni sta protestando proprio contro il Ddl Gelmini, inizia a sperare per un ulteriore slittamento dell’approvazione con possibili modifiche: «Con questo posticipo torniamo a sperare e ci impegniamo per fermare la riforma – ha precisato il Link-Coordinamento universitario – avevano cercato di accelerare i tempi per spegnere le proteste, ma intanto aumenta la partecipazione alle assemblee». Nuovi guai inoltre sul fronte scuola: il Consiglio di Stato infatti, così come il Tar del Lazio, ha bocciato la riduzione degli orari di lezione delle classi intermedie nei nuovi istituti tecnici e professionali. «Ora vedremo, con le lezioni avviate, che cosa accadrà nelle scuole – ha sottolineato Mimmo Pantaleo, segretario Flc-cgil – sarà infatti il caos per gli organici ormai ridotti all’osso». Ma il Miur specifica: «Non si verificherà alcun cambiamento nell’attività né nella programmazione prevista. Si dovrà semplicemente tener conto del parere del Consiglio Nazionale della Pubblica Istruzione nella determinazione degli organici per le classi cui fa riferimento la sentenza». Loiacono/leggo-