Paura per il supervirus L’Ue prepara le difese

È stato ribattezzato Stuxnet e sarà ricordato come il virus informatico che ha segnato il passaggio dal cybercrime al cyberterrorismo. In brevissimo tempo ha colpito milioni di computer, bloccato le centrifughe che arricchiscono l’uranio in Iran, paralizzato i sistemi di sicurezza di grandi impianti industriali in Cina. Uno scenario apocalittico che ha richiamato l’attenzione delle commissarie europee alla Sicurezza e all’Agenda digitale, Cecilia Malmstrom e Neelie Kroes. «L’Europa non è completamente nuda», ha affermato la Malmstrom, ma la legislazione comunitaria in materia di reati informatici è, a sua detta, «assolutamente superata». In particolare dovrebbero essere introdotti nei codici penali di tutti i Paesi membri i reati di creazione di software maligni, furto di password e di identità. L’attuale lacuna rende l’Europa pericolosamente obsoleta rispetto alla capacità di evoluzione di questi virus e, considerati i tempi della burocrazia, c’è il rischio che le leggi europee non riescano a stare dietro alla loro diffusione. Si parla di un primo accordo entro il 2012: ma tra due anni il cyberterrorismo potrebbe essere diventato un fenomeno incontrollabile. Ionta/leggo-