Intervento sbagliato Muore dopo 36 giorni

Malasanità. Nella Capitale il calvario di un 52enne vittima di un errore e di sei operazioni inutili. A Bergamo dottoresse accusate dai genitori. Intervento sbagliato Muore dopo 36 giorni. E’ morto dopo sei interventi chirugici ed un’agonia durata 36 giorni. Ora la famiglia denuncia l’ennesimo caso di malasanità: «colpa di un incredibile errore medico». Il calvario di Virgilio Nazareno, 52enne ristoratore romano, è iniziato a metà agosto con il ricovero all’ospedale Villa San Pietro-Fatebenefratelli di Roma per l’asportazione di un rene colpito da tumore ed è andato avanti per poco più di un mese durante il quale, in seguito a fortissimi dolori addominali, sono stati asportati anche l’intestino, la milza, la colecisti ed il pancreas. «Gli organi erano tutti necrotizzati – denuncia l’avvocato Francesco Lauri, legale della famiglia Nazzari – la necrosi è stata provocata dalla chiusura dell’arteria mesenterica superiore, scambiata verosimilmente per arteria renale. Dopo 36 giorni di atroci dolori in cui è sempre rimasto vigile – conclude il presidente dell’Osservatorio sanità – Virgilio Nazzari è morto il 23 settembre. La famiglia è distrutta e, in base all’esito dell’autopsia, temiamo si tratti di un incredibile errore chirugico». L’autopsia, effettuata martedì, è stata disposta dal pm Paola Filippi dopo la denuncia della famiglia alla Procura di Roma, in cui è stato aperto un fascicolo per omicidio colposo. Ma dal Villa San Pietro assicurano: «Il paziente è stato seguito con competenza e continuità da un equipe medica ed infermeristica qualificata, durante il decorso clinico sono subentrate complicanze vascolari». Loiacono/leggo-