Il miracolo di Idil

Madre clinicamente morta da 30 giorni, nata la piccola Idil. I medici: «Sta bene». Alla donna staccata la spina. La bimba pesa 800 grammi, dieci persone per il parto. È un miracolo vivente, la piccola Idil. Lo dice il padre Issa Jimcaale, per cui ieri è stato un giorno meraviglioso e straziante allo stesso tempo. Il giorno in cui ha salutato la venuta al mondo della sua bambina e in cui, nemmeno 12 ore dopo, ha detto addio alla mamma, in coma irreversibile per un tumore al cervello, clinicamente morta da un mese ma tenuta in vita dai medici dell’ospedale Sant’Anna di Torino fino a ieri, solo per consentire alla figlia di nascere. La piccola è stata chiamata Idil proprio come la madre. Pesa 735 grammi ed è lunga 33 centimetri: ha pianto quando con un cesareo è stata fatta nascere, alle 11 di ieri, da un équipe di dieci persone. Reattiva e vivace: ottimo segno, ma i medici invitano alla cautela, perché la bimba è nata prematura (ventottesima settimana di gestazione) e in condizioni drammatiche. «Abbiamo deciso di intervenire – ha detto la professoressa Tullia Todros, che guidava l’équipe che ha eseguito l’intervento – perché le condizioni della donna peggioravano. I rischi che si correvano a proseguire la gravidanza erano maggiori di quelli a cui si andava incontro mettendo al mondo la bimba». Idil, la madre, ha smesso di vivere alle 22 di ieri sera: le macchine sono state staccate, al termine dell’iter previsto in caso di morte cerebrale. Madre di altri cinque figli, la donna era stata portata a Torino da un villaggio non lontano da Mogadiscio, Somalia, per essere curata, ma le sue condizioni erano disperate. Un viaggio della speranza che non sembrava poter avere un esito positivo. Fino al primo vagito di Edil. Italiano/leggo-