Berlusconi: «Sì alla fiducia o tutti a casa»

Il gran giorno è arrivato. Stamattina Berlusconi terrà il tanto atteso discorso alla Camera e alle 19 ci sarà il voto. Con la fiducia, perché questa è stata la scelta del premier. «Basta giochini. In questa fase si deve fare una scelta di chiarezza che supera la necessità di avere ampi numeri in Parlamento» è stato il suo ragionamento. E’ probabile che la mossa sia stata voluta per mettere i finiani con le spalle al muro, dopo averli esclusi da una condivisione del documento programmatico. I “ribelli” scelgono la strada della prudenza. La scelta su come votare dipenderà, dice Bocchino non solo «dai contenuti» ma anche «dai toni delle parole del premier». Quello di Berlusconi sarà un discorso morbido e limitato ai 5 punti programmatici? Secondo Lupi il discorso del Cavaliere sarà più ampio e qui si apre la possibilità di sorprese, perché Granata di Futuro e Libertà ha già detto che «se nella fiducia ci mettono cose che non sono nel programma, non la votiamo». Se invece il Cavaliere sceglierà una strada più conciliante il suo discorso potrebbe essere sostenuto da un’ampia maggioranza (anche se resta il dubbio sulla quota 316), ma il rischio è che il logoramento non si fermi e che il governo rimanga in bilico. E’ per questo che Berlusconi ha cercato e ottenuto il sostegno di altri parlamentari non eletti nelle liste del Pdl. Sette parlamentari hanno lasciato l’opposizione: 5 Udc e 2 dell’Api, fra cui l’imprenditore veneto Calearo entrato in Parlamento col Pd di Veltroni. In cambio della sua scelta, potrebbe ottenere un posto nel governo. Repentini cambi di casacca che fanno pronunciare parole di fuoco al segretario Pd Bersani: «Se uno promette la rinomina o uno stipendio è corruzione». Durissimo anche il leader Udc Casini: «Una squallida compravendita». I cinque punti su cui il presidente del Consiglio chiederà la fiducia sono: federalismo, piano per il Sud, riforma fiscale, immigrazione e giustizia. Quest’ultimo il più delicato. Severini/leggo-