Clima: il Premier vuole sospendere norme antiinquinamento

Non si placano le polemiche sulla richiesta del governo italiano a Bruxelles di sospendere per un anno le norme antiinquinamento previste dal pacchetto europeo sul clima. Il Premier reagisce alle critiche dell’opposizione sulla corsa in solitaria dell’Italia rispetto a quella degli altri Paesi «La nostra richiesta è stata condivisa da altri 9 Stati. Non c’è quindi nessun isolamento dell’Italia in europa». Poi attacca Veltroni e compagni «C’è solo la continuazione di un costume deteriore dell’opposizione e cioè quello di fare polemiche anche contro il proprio Paese». Il problema sarebbe di carattere economico.
Secondo l’esecutivo rispettare i limiti del protocollo comporterebbe allo Stato italiano una cifra compresa tra i 18 e i 25 miliardi l’anno, pari a circa l’1,14 del Pil. Più di quanto dovrebbero spendere altri Paesi.
Ecco perché il ministro delle Infrastrutture Altero Matteoli ha ribadito la sua proposta di adottare il pacchetto europeo a dicembre, con l’inserimento di una clausola di revisione, che consenta di riesaminarlo alla luce della valutazione di impatto da effettuare nel 2009. Ma non solo. Chiederà anche di ridiscutere i termini del protocollo di Kyoto. Sui calcoli fatti dal nostro governo non è però d’accordo l’Ue che invita a rifare i conti. «La stima dei costi aggiuntivi aveva detto il commissario greco all’Ambiente Stavros Dimas – secondo la Commissione, è pari infatti al massimo allo 0,66 del Pil. E questo dato considera tutti gli elementi del pacchetto su clima ed energia, non solo gli obiettivi per la riduzione delle emissioni di gas serra e per lo sviluppo delle rinnovabili». Dall’opposizione Bersani chiede chiarezza sottolineando come il pacchetto porti anche molte opportunità all’Italia. E’ da Legambiente giunge l’accusa al governo di guardare al passato, dato che si chiamano in causa Paesi dell’Est che hanno politiche ambientali arretrate.