I finiani: serve testo condiviso Il premier sfida: si voti in aula

Appelli diversi nell’Italia dell’accapigliamento politico. Quello dei finiani a Berlusconi in vista della risoluzione di domani: testo condiviso in maggioranza oppure l’ok non è scontato. E quello dei vescovi che chiedono uno stop alle liti nell’interesse del Paese. Nel Pdl, l’apparente tregua fissata dal discorso del presidente della Camera sul caso Montecarlo (a proposito, dalla procura di Roma trapela che l’inchiesta non prevede l’audizione di Giancarlo Tulliani), viene subito messa in dubbio dall’intervento di Italo Bocchino. «Necessario un vertice di maggioranza – tuona il capogruppo di Fli dallo studio di Porta aPorta – non si è mai visto che due delle tre gambe propongano un documento mentre l’altro pezzo legge, sente e vota». Ed ecco malumori diffusi nel centrodestra. Nel Pdl non manca chi, come Ignazio La Russa, parla di clima non dei peggiori, ma i no non si fanno attendere. Per Osvaldo Napoli, vice presidente dei deputati del Pdl, si tratterebbe di un vertice superfluo. Mentre il ministro Frattini boccia la richiesta come un rito della vecchia politica. Davanti a Vespa, Bocchino dice pure altre cose: che Fli è disposta a votare il Lodo Alfano e che però attribuisce a Berlusconi la strategia di distruzione di Fini. Intanto i vescovi italiani implorano, per voce del cardinale Bagnasco: «Va messa in campo una massiccia dose di buon senso». E Berlusconi, intervenendo telefonicamente a una cerimonia della comunità incontro di Don Gelmini, dice: «Ostacoli da superare nell’interesse di tutti. Il testo deve essere votato».Domani la conta. dnews-