Il Milan con l’Ajax rinuncia a Dinho: «E cambio modulo…»

In un pomeriggio, il Milan cambia pelle. Senza drammi né terremoti, perché viene da una vittoria preziosissima in campionato contro il Genoa e soprattutto perché si è a poche ore dalla fondamentale seconda partita di Champions League, stasera alle 20.45 all’Amsterdam Arena contro l’Ajax. Per questo la rivoluzione è morbida e piena di buon senso. Prima è il vicepresidente Adriano Galliani a dire chiaro e tondo: «Il Milan non è un parco giochi». Quindi, è il mister rossonero Massimiliano Allegri, poche ore dopo, a completare la real politik del Diavolo. Il tecnico livornese annuncia con nonchalance il possibile abbandono del 4-3-3 fatto mandare a memoria ai suoi giocatori per tre mesi. In Olanda, dovrebbe debuttare il 4-4-2 e a rimetterci saranno Pirlo e Boateng a centrocampo e Ronaldinho in attacco. Se per i primi due è normale turnover, il discorso è più complicato per il brasiliano. Dinho è il “cocco del presidente ”Berlusconi e un suo accantonamento fa sempre rumore. Abbinando la scelta di Allegri alle parole di Galliani, poi, si crea quasi un effetto-golpe. Basta luna park, e va fuori il giocatore sulla carta più divertente e scintillante di tutti… Un caso? Nella conferenza stampa della vigilia, il tecnico del Milan ha anticipato: «Devo valutare le condizioni di Ronaldinho nell’ultimo appuntamento. Se non sta bene, potrei anche cambiare modulo». Sarebbe dunque una scelta legata al momento, senza implicazioni future. Vale a dire, nessuna bocciatura per Dinho. Eppure, le recenti prestazioni opache dell’ex Pallone d’Oro qualche naso l’hanno fatto storcere. Sabato col Genoa la squadra ha guadagnato solidità e pericolosità solo dopo la sua uscita. Contro la Lazio, Ronaldinho ha brillato solo per i primi 20 minuti. A 30 anni, e con il suo fisico, è logico che abbia bisogno di rifiatare. Il rischio, è che il Robinho brillante visto nel finale contro la squadra di Gasperini, proprio quando ha potuto giocare a sinistra, più vicino a Ibrahimovic, possa soffiargli il posto, sempre in attesa di riavere Pato, che secondo Galliani sarebbe pronto al rientro già sabato nell’anticipo di campionato di Parma. C’è poi la questione tattica. Nel deludente 1-1 casalingo col Catania, Allegri ha capito che il tridente a tutti i costi non paga. Allora il Milan giocò con Ibra e Inzaghi a scambiarsi il posto tra centroarea e fascia destra, con Ronaldinho piantato a sinistra. I risultati furono scarsi, anzi frustranti. Un errore che nessuno vuole più ripetere. Ecco perché contro l’Ajax Allegri baderà al sodo. Due punte, appunto l’ex Ibra (per il tecnico degli olandesi Martin Jol «il miglior attaccante del mondo») e un Inzaghi alla ricerca del doppio record: quello di gol nelle coppe europee di Gerd Muller (68 a 69) e quello in maglia rossonera di Van Basten (123 a 124). Robinho, invece, scalerà a centrocampo sulla sinistra, con Flamini dall’altra parte e Gattuso e l’altro ex Seedorf in mezzo. «L’Ajax, è una buona squadra, giovane, con molta tecnica – spiega l’ex allenatore del Livorno -. Dobbiamo vincere per ipotecare il passaggio del turno». Vincere anche per far felice il presidente Berlusconi, che domani compirà 74 anni. Strano pacco-regalo, però, lasciare in panca Ronaldinho, quello che lo stesso patron, a luglio, ha definito «il giocatore più forte della storia». -Brigliadori/libero-