Bossi insulta i romani. Il Pd: «Sfiducia»

Sembra una battuta un po’ triviale di adolescenti annoiati, ma a pronunciarla è un ministro della Repubblica. Umberto Bossi è tornato ai suoi slogan più amati, quelli contro Roma. Fra le risate del figlio e i sorrisi delle miss alla Festa della Lega, il Senatur storpia l’acronimo SPQR e dice che per lui significa solo «Sono porci questi romani». Difende la sua Padania e con essa il Gran Premio di Monza: «I romani se lo possono dimenticare, Monza non si tocca e a Roma possono correre con le bighe». Parole che qualcuno continua a bollare come folkloristiche, ma che il leader della Lega utilizza per ribadire la sua forza all’interno della maggioranza. Stavolta però anche fra i suoi alleati c’è imbarazzo. Il sindaco della Capitale Alemanno si dice stufo, prende carta e penna e scrive a Berlusconi perché chieda «ai suoi ministri di mantenere un atteggiamento più istituzionale e più rispettoso del ruolo di Roma e dei suoi cittadini». Anche dal governo qualcuno striglia Bossi: «Siamo stanchi di queste provocazioni inaccettabili che offendono milioni di cittadini», commenta il ministro delle Politiche europee Andrea Ronchi. Anche il vicepresidente dei senatori, Gaetano Quagliariello lo invita a smettere di «atteggiarsi ad Asterix». Le opposizioni sono furiose e il capogruppo Pd alla Camera Franceschini annuncia una mozione di sfiducia individuale nei confronti del ministro leghista. L’Idv se la prende con il Tg1 e accusa Minzolini di aver censurato la notizia dai titoli dell’edizione serale. Si solleva anche il mondo romano dello sport e dello spettacolo: «Che politici sono se è questo l’esempio che danno?», si chiede l’ex allenatore della Roma Carlo Mazzone, mentre il cantante Renato Zero invita il Senatur a «guardarsi allo specchio». Dopo una giornata di dure reazioni, però, Bossi non torna indietro e alimenta la polemica: «La mia era una battuta, ma dalle reazioni che vedo in queste ore mi viene da pensare che a Roma si sentano in colpa». Severini/leggo-